Dai trabocchi a Roccaraso

UNA RIGA DI CONFINE, IN CUI CONFLUISCONO LE TRADIZIONI ABRUZZESI, LAZIALI E MOLISANE. È IL TERRITORIO CHE PARTE DA ROCCARASO, NELL’ALTO SANGRO, ALL’ADRIATICO, DOVE  IL FIUME SANGRO SFOCIA TRA I FAMOSI TRABOCCHI CHE SPICCANO DALLE ACQUE DEL MARE.

La Val di Sangro rappresenta un itinerario naturale che si sviluppa lungo il corso del fiume Sangro e abbraccia territori diversi. Il cuore della Valle è la parte sud della provincia di Chieti ma, seguendo il corso del fiume, lo stretto percorso abbraccia anche una parte della provincia dell’Aquila, tra Castel di Sangro e Roccaraso, e del Molise. Popolata già in epoche pre-romane, è fra il XVII e il XIX secolo che questo territorio crea la sua fortuna, grazie alle fiorenti attività agricole, ma anche alla nascita di centri culturali di tutto rispetto, che portarono qui Gabriele D’annunzio, ospite dell’amico Pasquale Masciantonio al Castello Ducale di Casoli. Un territorio ricco di biodiversità e risorse naturali, grazie all’incontro fra i fiumi Sangro e Aventino e alla riserva naturale del lago di Serranella, che attira ogni anno turisti e appassionati da tutta Italia.

 

Guida dei ristoranti dell’alto Sangro(Ristoranti d’Italia 2017)

Caraceni (Alfedena)

Nel borgo di Alfedena, alle porte del Parco nazionale d’Abruzzo, un indirizzo che riesce a coniugare bene la tradizione regionale con la contemporaneità. In mano alla famiglia Di Giulio da generazioni, Caraceni ha un ambiente curato e accogliente, a fianco dello storico hotel in cui si può pernottare. Il menu, prevalentemente di carne, spazia fra i classici della zona e qualche rivisitazione che sa sorprendere il cliente senza disorientarlo. Interessante la proposta di formaggi e salumi, selezionati fra i produttori locali dallo chef Guido. Cantina costruita su etichette regionali. Due Gamberi nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

Da Giocondo (Rivisondoli)

Un indirizzo aperto dal 1981 che propone cucina abruzzese gustosa e senza fronzoli. L’eredità di Giocondo è portata avanti con passione dalla figlia Giovanna, in cucina, e dalla nipote Elisa, in sala. Il menu è incentrato sui piatti della tradizione e su materie prime di alta qualità, scelti accuratamente dalle due proprietarie. Punto di forza della proposta gastronomica sono i secondi di carne, realizzati a regola d’arte, ma anche i taglieri di formaggi e salumi. Saporiti e invitanti i dolci caserecci. Un Gambero nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

Osteria del Tarassaco (Rivisondoli)

Un luogo particolare, dove si mangia ma si parla anche molto di cucina, consigliato a coloro che amano gli abbinamenti di qualità, in particolare basati sugli extravergine e sui vini della cantina. Sarà l’oste a guidare i clienti nella scelta dei piatti: qui vige il menù fisso, che cambia secondo le stagioni e l’estro dello chef. Il menu degustazione a 60 euro propone il meglio dei piatti della settimana. Ampia la carta dei vini, con etichette da tutto il territorio nazionale e dalla Francia. Una Forchetta nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

Reale (Castel Di Sangro)

Niko Romito è un nome che fra gli appassionati di cucina gourmet non ha bisogno di presentazioni: tra i maggiori protagonisti della scena gastronomica contemporanea non solo nazionale. La sua è una cucina di studio e sperimentazione che, partita dalla tradizione, ha toccato vette di ricerca molto personali e di altissimo livello. Non è facile descrivere la proposta del Reale: quella che si fa qui è una vera e propria esperienza gastronomica tutta concentrata sul prodotto, estremamente pura ed essenziale. Citiamo alcuni fra i piatti del pluripremiato chef: mandorle e misticanza alcolica, l’infuso speziato di funghi, estratto di salvia, il piccione fondente e pistacchio, il calamaro pepe rosa e lattuga. Tutto qui è impeccabile, dall’ambiente al servizio, dal menu alla cantina, alle magnifiche stanze in cui soggiornare. Tre Forchette nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

Spazio – Niko Romito formazione (Rivisondoli)

Nei vecchi locali del Reale, dove Romito ha mosso i primi passi, qualche anno fa è nato Spazio zero. Un ristorante ma, allo stesso tempo, anche un luogo di formazione e sperimentazione. Qui lavorano i cuochi appena diplomati dalla scuola di Casadonna: la perfetta quadratura del cerchio, l’opportunità per i giovani allievi di mettere in pratica quello che hanno imparato e andare anche oltre. Una formula di successo già replicata sia Roma che a Milano. Il menu non è ampio – 4 opzioni per ogni portata – e i piatti sono serviti dagli stessi cuochi in un ambiente informale, semplice ma elegante. Anche la carta dei vini è ridotta e costruita solo su referenze regionali, ma in perfetta sintonia con i piatti. Una Forchetta nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

Taverna dei Caldora (Pacerno)

Nel centro di un delizioso borgo ai piedi della Majella, la Taverna dei Caldora saprà accontentare gli appassionati di cucina del territorio. Situato all’interno dell’omonimo palazzo cinquecentesco, è un ambiente curato in ogni dettaglio, con una splendida terrazza estiva da cui godere di una vista mozzafiato. Il menu è costruito sui prodotti della terra e sulla carne, valorizzati dalle sapienti mani dello chef, che propone piatti dai sapori puliti e precisi, mai banali e per nulla pesanti. Buoni i dessert della casa. Vini regionali, con qualche etichetta proveniente dal nord Italia. Due Gamberi nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

 

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