Olicoltura a rischio con Burian sull’Adriatico

Olivicoltura a rischio Burian sull’Adriatico e nelle aree collinari

L’olivo, se ben acclimatato, può resistere a temperature di -7 gradi centigradi anche per alcuni giorni. L’inverno mite e molto piovoso ha però creato le condizioni ideali per far danno gli oliveti

L’ondata di maltempo proveniente dalla Siberia ha già fatto sentire le sue propaggini con un brusco abbassamento delle temperature, ma nelle prossime ore e soprattutto sabato 13 febbraio, l’Italia sarà investite da un’ondata artica che potrebbe portare le neve anche sulla costa.
Le nevicate potranno interessare gran parte delle città della Toscana, dell’Umbria e delle regioni adriatiche. Sabato il Burian spazzerà l’Italia da Nord a Sud provocando un tracollo delle temperature che perderanno fino a 15 gradi. Un vortice ciclonico in azione sul basso Mar Tirreno creerà le condizioni per nevicate fin sulle coste e sulle pianure di Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata, a 2-300 metri in Calabria e 5-600 metri in Sicilia.
La situazione non dovrebbe essere troppo dissimile a quella del 2018, anche se il passaggio della perturbazione artica dovrebbe essere più breve, limitato a 2-3 giorni nella maggior parte d’Italia e le minime termiche non dovrebbero raggiungere i livelli toccati tre anni fa.

Vi sono però pericoli importanti da considerare per l’olivicoltura nazionale, in particolare sulla fascia adriatica e nelle aree collinari e pedemontane.
L’inverno è infatti stato particolarmente mite e piovoso, condizioni ideali perchè le piante siano restate in succhio, ovvero con la linfa che scorre nei vasi, creando le condizioni per danni strutturali. Situazione ancora peggiore per chi ha da poco potato gli alberi con ferite non cicatrizzate esposte e, magari, piante stimolate a un rigoglio vegetativo anticipato dalle temperature miti. Per non parlare degli abbozzi di gemme fiorali, già visibili in alcune zone del Sud Italia.
L’olivo, se ben acclimatato, può resistere a temperature di -7 gradi centigradi anche per alcuni giorni ma quando si scende a -10 gradi centigradi i danni possono essere consistenti, in particolare se associato a forte vento, elevata piovosità e/o umidità dell’aria.
Siamo cioè nelle peggiori condizioni meteo, con piante che, nella maggior parte dei casi, non sono acclimatate.
Difendersi dal freddo, a questo punto, è impossibile mentre può diventare importante intervenire quanto prima per togliere la neve eventualmente caduta sugli olivi e sulle branche e i tronchi, così evitando o limitando danni da freddo.
La speranza, invece, è che non si verifichino le condizioni per il gelicidio, da cui è praticamente impossibile difendersi. Il fenomeno consiste in una pioggia e/o umidità ghiacciata che va a cadere o a posarsi sulla pianta in tempi molto brevi, provocando un grave shock termico.
Spesso tale pioggia e/o umidità ghiacciata, infatti, presenta temperature ben inferiori a quelle della neve e risulta letale per i tessuti verdi della pianta.
Il gelicidio provoca vere e proprie ustioni da freddo. Si tratta di uno shock da contatto che è letale per i tessuti verdi.
Il danno è visibile di solito immediatamente dopo che tale strato di ghiaccio si scioglie, con la comparsa dei segni evidenti dell’immediata necrosi delle foglie, che diventano gialle/marroncine, e con sintomi simili anche sui giovani rametti dove si possono evidenziare anche spaccature o crepe. La funzionalità di tali tessuti è compromessa e, dato che di solito si tratta dei rami di un anno di età, sarà compromesso anche il raccolto dell’annata.

Fonte: https://olivicolacasolana.com

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