Il glifosato e il verme nella mela

Glifosato, cos’è, perché evitarlo.

Il diserbante più venduto al mondo, il glifosato, non è solo rischioso per i tumori, ma è anche un pericoloso interferente ormonale.

Benvenuto al verme della mela. Una volta consideravamo ‘bacate’, appunto, quelle con il baco: oggi dovrebbe esser vero l’esatto contrario. Le mele pericolose sono quelle lucide e apparentemente perfette, come lo è tutta quella frutta e verdura trattata, nata, cresciuta e conservata con sostanze chimiche velenose. Il glifosato è una di quelle, onnipresente e ufficialmente pericoloso, ma lecito.

Cibi contaminati da batteri, virus, parassiti e sostanze chimiche sono responsabili di oltre 200 malattie, ha stabilito l’Organizzazione Mondiale della Salute. Alcuni di essi – a partire dalle mele e dalle fragole – compaiono immancabilmente nell’annuale classifica dei 12 cibi più contaminati dai pesticidi. Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo. Quasi ovunque, e anche in Italia, è uno dei prodotti fitosanitari più venduti.

Strisce rosse sui campi verdi: il glifosato è servito.  . Alla fine del 2017 è stato riautorizzato dall’Unione Europea per altri 5 anni, nonostante il voto contrario dell’Italia e di altre 8 nazioni (nel nostro Paese la campagna #StopGlifosato raccoglie l’adesione di 45 importanti associazioni tra cui Slow Food, Associazione Culturale Pediatri e ISDE, Medici per l’Ambiente). Il glifosato era stato giudicato dall’IARC, agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, come ‘cancerogeno’.

“Se vogliamo mangiare frutta e verdura esente da glifosato dobbiamo mangiare quella biologica o biodinamica certificata ed evitare le aziende – anche quelle più famose – che lo utilizzano in gran copia e i prodotti che vengono da zone di produzione dove persone scafandrate irrorano i terreni di questa sostanza. Bisogna andare in negozi che vendono prodotti biologici sicuri o ortolani che comprano da piccoli produttori locali, da verificare. Possibilmente di persona. Non bisogna fidarsi mai. E nel dubbio scegliere un prodotto meno perfetto all’apparenza: mele brutte, irregolari, per esempio, hanno meno probabilità di essere trattate. Non esigere sempre frutta bellissima, perché la perfezione non è della natura, è una perfezione che si paga in modo salato…”.

Il glifosato non è presente solo in frutta e verdura, ma in molti cibi: pasta, farine e farinacei – soprattutto in quella delle grandi aziende che comprano la maggior parte del grano da Paesi nordamericani come il Canada, in cui le leggi sono più permissive. Sotto pressione dei consumatori, molti grande aziende italiane produttrici di pasta stanno optando per “Grano 100% italiano”: un report dell’autunno scorso de Il Salvagente, rivista leader nei test di laboratorio a difesa dei consumatori, aveva trovato glifosato in abbondanti quantità in 27 marchi di pasta ‘italiana’.

Il glifosato si trova anche in carne, latte e derivati: oltre l’85% dei mangimi utilizzati in allevamenti, infatti, sono costituiti da mais, colza, soia per i quali l’erbicida viene abbondantemente usato, accumulandosi nella carne degli animali e nei prodotti derivati di cui poi ci nutriamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *