“Sparagn’ e cumbarisc”

Siamo a Monteferrante, è domenica, ma potremmo essere in qualsiasi altro centro della nostra Regione, dove nonna Maria ,  così come farebbero tante altre nonne abruzzesi, non attende molto prima di poter preparare un ricco sugo di carne e ammassare della deliziosa pasta fatta in casa. Gli ingredienti sono pochi: acqua, farina, a volte le uova a seconda della tipologia di pasta, per preparare un impasto semplice, che prevede una lavorazione lunga, a tratti complessa, e mani esperte e capaci. Ma in ognuna delle possibili varianti che caratterizzano le diverse preparazioni di cui l’Abruzzo è orgoglioso custode, si intrecciano storie e memorie diverse, che si respirano tra le strade strette corrose dal tempo dei nostri caratteristici borghi, tempo che però non ha potuto spazzar via il valore inestimabile delle vecchie e belle tradizioni.  

La tradizione di Monteferrante   è legata al piatto principe tipico :le sagne a lu cuttéure.

Le origini di questo primo piatto risalgono al tempo del funzionamento degli antichi mulini ad acqua. Era buona abitudine per i mugnai impastare acqua e farina per realizzare queste sagne a pezze da condire con salsiccia, pancetta e peperoncino dolce. Ma la vera curiosità sta nella degustazione: le sagne venivano mangiate da tutti nello stesso caldaio di rame (lu cuttéure) e rigorosamente con le mani. Oggi i mulini a acqua non ci sono più ma la tradizione si è conservata intatta e i monteferrantesi vantano uno dei primi piatti più caratteristici della zona dell’alto Sangro 

Leggi tutto