Bomba

La prima citazione storica di Bomba risale a delle pergamene ora nella Curia arcivescovile di Chieti inerenti tasse ecclesiastiche nel XII secolo.
Nel 1269, Carlo d'Angiò donò Bomba, insieme a Chieti e a molti paesi della vallata del Sangro e del circondario, a Ranulfo di Courtenay.

Durante il censimento per la tassa del focatico, istituita da Alfonso V d'Aragona, si contarono a Bomba 79 fuochi, che equivalevano a 400 abitanti circa. Nel Cinquecento i fuochi erano divenuti 121 (per 600 abitanti circa). Feudatario di questo periodo era il filofrancese Giovanni Maria Annechino, che perse successivamente il proprio feudo non avendo voluto giurare fedeltà ai vincitori spagnoli. Il feudo fu quindi concesso a Giovanni Genovoyx, signore di Chalem.

In seguito passò a Giovan Battista Marino e da questi, nel 1631, al figlio Vincenzo. Morto quest'ultimo senza eredi il feudo ritornò al regio demanio e venne acquistato prima dai frati domenicani di Roma e poi da Giuseppe Caravita per conto del cardinale Carlo Pio di Savoia. In seguito passò al figlio di Giuseppe, Nicola Caravita, e nel 1699 fu acquistato dal marchese Tommaso Adinari, la cui famiglia lo mantenne fino alla fine del feudalesimo. La popolazione era calata a 61 fuochi (cioè circa 300 abitanti).

Val di sangro negli anni 20

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